C'era una volta il bottone...
C'era una volta il bottone..
...nacque in Francia nel XIII sec. in un tempo di passioni struggenti e battaglie, il tempo dei cavalieri erranti e delle dame prigioniere. Gli abiti si disegnavano sui corpi in fogge strane e fantasiose, consentite dalla nuova e fondamentale presenza dei bottoni. I busti, le vesti, i veli ed i pennacchi venivano fermati grazie all'impiego di questi piccoli accessori. Nella preistoria uomini e donne usavano appuntarsi il vestiario con spine vegetali e lische di pesce.
In seguito, nell'antichità classica, tuniche e manti erano trattenuti sul corpo soprattutto per mezzo di fibbie. Alcuni considerano antenati del bottone le lunulae, piccole spille a forma di luna, che si utilizzavano in Grecia per fermare le vesti più ampie. Si diffusero in seguito bende, legacci e cinghie.
Ma fu con l'avvento del Cristianesimo che si cominciò ad avvertire il bisogno di accessori grazie ai quali creare indumenti che nascondessero, in qualche modo, le curve del corpo umano, il quale veniva celato in abiti dalle abbondanti pieghe. Bisognò tuttavia aspettare ancora qualche secolo prima che i bottoni facessero la loro comparsa. Purtroppo non ci è dato sapere chi li abbia inventati. La patria dei bottoni è stata la Francia, ma ben presto essi si diffusero anche in Italia, con il nome di pomelli o maspilli. Spesso avevano la forma di piccole pere e per questo furono denominati peroli. Venivano realizzati ricorrendo soprattutto a materiali pregiati quali argento, oro, corallo, ambra e perle.
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